EQUITAZIONE

Il settore equestre dell’U.S. Brianza

Le attività equestri promosse dalla nostra Società Sportiva prendono origine sin dai primi anni novanta, grazie ad uno storico accordo con il Centro di Riabilitazione Equestre “Di Capua” presso l’ospedale Niguarda di Milano: alcuni suoi utenti che avevano completato il ciclo di attività riabilitative a cavallo hanno avuto la possibilità di continuare l’esperienza sotto l’aspetto sportivo con i colori dell’US Brianza e partecipando a molte manifestazioni sportive della FISD e SOI.

Negli anni le proposte equestri si sono sempre più avvicinate al territorio della Brianza, naturale ambito dove gravita e pone le sue radici l’associazione. L’inaugurazione del distaccamento presso il Centro Ippico Ronco Ranch 2000 di Cernusco sul Naviglio ha permesso, sin dal 1997, di sviluppare le iniziative equestri non solo sotto l’aspetto sportivo ma anche riabilitativo, grazie ad una equipe specializzata che negli anni ha visto molte iscrizioni di cavalieri speciali che necessitavano dell’apporto del cavallo per stimolare le loro abilità residue.

Nella sede di Cernusco sul Naviglio tutt’ora si allena la squadra ( totale 8 cavalieri) che partecipa alle manifestazioni equestri promosse da Special Olympics Italia.

Recentemente si è ulteriormente incrementata l’offerta sul territorio grazie alla convenzione con il Centro Ippico “La Camillina” di Concorezzo (presso l’agriturismo “La Camilla”) presso il quale si svolgono attività di rieducazione equestre e del pre-sport.

Tutto parte dall’ippoterapia

La base delle attività equestri dell’associazione è volta al recupero psicomotorio dei giovani ed adulti che, caratterizzati da differenti forme di disabilità o disagio, traggono giovamento dalla relazione ed attività con il cavallo per il loro benessere. Il cavallo e la rieducazione equestre possono infatti fornire una serie di benefici ( link a “EFFETTI POSITIVI DELLA RIEDUCAZIONE EQUESTRE, sotto riportato) che puntano a sviluppare autoattivazione, autostima, capacità motorie e di equilibrio, oltre a far emergere nuove competenze ed a gestire al meglio le emozioni.

L’approccio varia in base alle necessità e caratteristiche del praticante:

– sul piano fisico: la semplice attività di passo, unita a specifici esercizi, contribuiscono a correggere schemi posturali patologici e a migliorare i sistemi di equilibrio e coordinazione dei movimenti;

– sul piano psicologico: il cavallo, animale capace di incutere timore e attrazione allo stesso tempo, permette l’instaurarsi di una comunicazione non verbale con il cavaliere, densa di emozioni nuove con cui confrontarsi. Cavalcare, inoltre, regala una sensazione di dominio e libertà che va oltre il limite fisico o psicologico che la persona può provare, dandogli una conferma delle proprie potenzialità di controllo e rafforzando il suo senso di fiducia e sicurezza;

– sul piano psico-sociale: l’attività si svolge in un ambiente stimolante, ricco di relazioni interpersonali, nel quale la “disabilità” e la “normalità” si integrano fino quasi ad annullarsi. Quando vengono raggiunte sufficienti competenze tecniche che garantiscono una buona gestione del cavallo può essere incentivata la partecipazione a manifestazioni ludico-sportive di Special Olympics se il cavaliere dimostra interesse a questo tipo di iniziative.

Le fasi dell’intervento sono differenziate in tre macro aree:

-Ippoterapia: durante questa fase il lavoro del paziente ha come punto di partenza il rilassamento e la percezione corporea, è improntato su esercizi di equilibrio statico e dinamico, sulla coordinazione e dissociazione del movimento. Il soggetto gode passivamente dei benefici del livello motorio-sensoriale, dati dalla stimolazione del passo sinusoidale del passo del cavallo. Si può raggiungere in questa fase un adeguato tono muscolare ed inoltre il lavoro simmetrico in sella agisce sull’utilizzo dell’emisfero del corpo nei soggetti colpiti da paresi.

-Riabilitazione equestre: in questa fase il soggetto è attivo in sella in quanto deve guidare il suo cavallo. Ed è possibile quindi attivare reazioni di orientamento e di equilibrio, migliorare i tempi di attenzione e potenziare l’abilità esecutiva, inoltre proprio attraverso il movimento, il ritmo e la massa corporea del cavallo, &;egrave possibile stimolare la presa di coscienza dello schema corporeo, la lateralizzazione, i concetti di spazio e tempo.

-Pre-sportiva: è lo stadio più avanzato, è quello in cui al bambino si presenta la possibilità di padroneggiare la situazione, attraverso l’armonica interazione con il cavallo, che in pratica si traduce nel recupero di sentimenti di sicurezza, autostima, estroversione ed espressività del bambino.

Il percorso che punta allo sviluppo delle abilità è molto spesso lungo e non sempre conduce alla partecipazione alle gare; infatti solo coloro che dimostrano interesse ed impegno per raggiungere gli obiettivi sufficienti a gestire in autonomia il proprio cavallo parteciperanno alle manifestazioni sportive adattate.

A chi è rivolta l’attività?

L’ippoterapia è ideale per quei soggetti colpiti da paralisi cerebrale, che presentano difficoltà di movimento o di coordinazione; grandi riscontri si possono altresì osservare quando l’intervento mediato dal cavallo è indirizzato a quei soggetti affetti da ritardo mentale o problemi relazionali.

E’ particolarmente indicata per i bambini o giovani affetti da disturbi pervasivi dello sviluppo, autismo, deficit dell’attenzione e sindrome di Down.

E’ da sottolineare che i nostri interventi, pur essendo ambientati in un ambiente ludico, si sviluppano su obiettivi specifici ed individualizzati, secondo procedure che incentivano la partecipazione attiva del praticante e sulla base delle sue reali abilità e predisposizioni.

Le gare

Quando vengono raggiunte le sufficienti abilità nella gestione del cavallo che possano garantire la sicurezza e consapevolezza nel cavaliere a svolgere una serie di attività di carattere più performativo, si inizia a lavorare per partecipare alle iniziative sportive equestri promosse da Special Olympics Italia.

La partecipazione alle gare è sempre commisurata alle reali capacità e potenzialità del cavaliere. Le differenti discipline proposte prevedono vari gradi di abilità a cavallo: questo permette la possibilità di iscrivere il nostro atleta ad una “gara” dove vi sono reali possibilità di vivere un’esperienza tecnica dall’alto valore educativo ed esperenziale al di là delle andature del cavallo che determinano solo la velocità dell’andatura alla quale si gareggia. Vi sono infatti gare di regolarità (alcune delle quali prevedono anche il supporto del tecnico che tiene “a mano” il cavallo) che impongono la dimostrazione della precisione nell’affrontare situazioni equestri atte a dimostrare una certa “elasticità” dei nostri praticanti ad adattarsi a nuove situazioni.

Aperte le Iscrizioni

Per venire incontro alle esigenze dei singoli privati e gruppi organizzati (C.S.E. , Scuole o Centri Diurni) le attività si svolgeranno nelle giornate del lunedì pomeriggio ed in alcune mattine su prenotazione.

Le riprese seguiranno una scansione settimanale e della durata di 30 minuti. L’iscrizione al servizio prevede un appuntamento introduttivo per condividere le singole esigenze ed aspettative, valutare le potenzialità dell’intervento, indirizzare al reperimento di eventuali certificati e provvedere alla compilazione dei documenti necessari all’inizio delle attività.

Maggiori informazioni nella sezione apposita relativa alla modalità di iscrizione dove sarà possibile scaricare i documenti da presentare debitamente compilati.

http://www.ippoterapia.info/modalita-di-iscrizione.html 

Per appuntamenti contattare direttamente il sig. Roberto Lambruschi 339/3783994 (serali) oppure roberto.lambruschi@equitabile.it

EFFETTI POSITIVI DELLA RIEDUCAZIONE EQUESTRE

Da quanto abbiamo detto sopra, risulta evidente che i benefici che derivano dall’utilizzo del cavallo sono innumerevoli, cerchiamo quindi di analizzarli.

  •  Muscolatura: attraverso l’equitazione tutti i muscoli del corpo lavorano in maniera simmetrica, senza predominanza laterale. Ma quando esistono deficienze muscolari, come nel caso dell’emiplegia, un gruppo muscolare tende a prevalere su un altro. Il lavoro svolto a cavallo aiuta lo sviluppo armonioso e globale dei diversi sistemi muscolari: i muscoli della coscia concorrono alla tenuta; i muscoli delle gambe, assicurando il mantenimento del contatto, permettono di utilizzare il tallone e favoriscono la percezione tattile; i muscoli della parete addominale sono fondamentali per ammortizzare le forze, accompagnare i movimenti del cavallo e mantenere l’equilibrio. E’ inoltre importante che i gruppi muscolari del tronco agiscano sinergicamente, questo favorisce la flessibilità e facilita il ruolo di ammortizzatore. Infine i muscoli delle braccia ed avambracci concorrono all’elasticità del gesto che deve compensare i movimenti del cavallo. Per eseguire un movimento armonico e decontratto, si praticano degli esercizi detti di rilasciamento: sono esercizi di decontrazione effettuati a cavallo e che hanno lo scopo di annullare le contrazioni inutili e nocive e le posizioni difettose che portano ad un cattivo assetto;
  • Equilibrio: il movimento tridimensionale del cavallo causa nel soggetto un continuo spostamento del baricentro; questi continui aggiustamenti di posizione aiutano il cavaliere a sviluppare, o a migliorare, il proprio equilibrio che molto spesso risulta carente in soggetti con menomazioni fisiche e che causa grossi problemi nella vita di ogni giorno. Inoltre, questo senso di equilibrio acquisito poco a poco, permette di prendere coscienza del proprio corpo: il bambino disabile arriva a percepire e capire che il suo corpo, attraverso il lavoro muscolare, gli impedisce di cadere da cavallo ed è in grado di assumere posizioni nuove in relazione ai nuovi movimenti del cavallo;
  • Ritmo: fa parte della nostra vita fin dal concepimento: il battito del cuore materno è il primo ritmo che il bambino percepisce ancora prima di nascere; l’ascolto della frequenza cardiaca materna e il cullare della mamma associato alle nenie assicurano il rilassamento del bambino. Anche nella vita adulta siamo molto sensibili al ritmo: ci agitiamo quando siamo ansiosi e magari dondoliamo su un piede e sull’altro quando siamo in preda ad un conflitto. Il passo del cavallo è molto ritmato ed ha un forte effetto cullante e calmante sul cavaliere. Questa attività ritmica elimina i movimenti parassitari, regolarizza il deficit della forza nervosa e procura delle sensazioni molto piacevoli;
  • Sistema cardiaco e respiratorio: come abbiamo già visto, il movimento ondulatorio del cavallo viene trasferito al cavaliere provocando una stimolazione neuromuscolare che influisce positivamente sul sistema cardiaco e respiratorio; questo può anche favorire un miglioramento del linguaggio.